Cone of Confidence

Legno, polipropilene, vernice, gessetti (250xØ200)


Una struttura conica alta 2,50 mt, incisa, con una copertura di vernice speciale che la rende lavagna.
«Cone of Confidence» è realizzato sulla falsa riga del Cono dell'esperienza di Edgar Dale, un modello di cinquant'anni fa che serviva a visualizzare i diversi approcci nell'apprendimento e offriva uno strumento per scegliere il medium più adatto ad insegnare.
Oggi non si crede più a molte cose: l'approccio stesso che abbiamo nei confronti delle informazioni e dell'esperienza in generale è cambiato in senso emancipatorio (da positivista a pessimista a neo-gnostico). Il cono visualizza, con una certa dose di sarcasmo, come e di cosa ci si fida. Va da un massimo di concretezza: la base, a un massimo di astrazione: l'apice. Non è una scala dal non-fidarsi al fidarsi: va dal materiale all’immateriale ed è sul fidarsi: 100% alla base, 100% all'apice, 50% a metà, dove il grado mediano rappresenta un affievolimento rispetto agli estremi. È concepito in prima persona. Alla base è UNO-PER-UNO (= ill luck); crediamo a ciò che viviamo in prima persona: la malattia, l’infortunio, non passare il concorso. Non c'è niente di più concreto e affidabile del patire in prima persona qualcosa. A metà è TUTTI-PER-TUTTI (= wikipedia); ci-credi fino in fondo ma non-ci-credi fino in fondo, uno strumento globale di sapere, a metà fra il concerto e l'astratto, a cui non si dà piena fiducia. All'apice è UNO-PER-TUTTI (= superstizione, ideologia, religione); pienamente astratto: sereno abbandono e fiducia come fede.
La superficie-lavagna offre la possibilità di correggere il modello secondo la propria esperienza, segnarne delle versioni alternative (insieme al Cono vengono messi a disposizione dei gessi).

Wood, polypropylene, varnish, chalks (250xØ200)
A conical structure 2,5 meters tall, carved and prepared with a special varnish that makes it a chalkboard.
The «Cone of Confidence» is conceived along the lines of Edgar Dale's Cone of Experience ('50s), an intuitive model to represent how much people remember.
Nowadays we don't believe anymore in many things: the approach itself that we take toward informations and experience at large has changed in an emancipatory sense (from positivist to pessimistic to neo-gnostic).
The Cone shows, ironically, how and in what things we trust to. It is not a scale form trusting to not-trusting, it is on trusting: 100% at bottom, 100% on top, 50% in the middle. It is conceived in first person and it goes from full-concreteness (bottom) to full-abstraction (top). At bottom it is one-for-one (=ill luck) in the middle it is all-for-all (=Wikipedia) and on top it is one-for-all (=superstition).
The chalkboard surface enable to correct it if seen ill-conceived, misrepresented or merely mistaken (with the Cone itself are provided to audience some chalks).

(renders: 2sotax)